19 Gennaio 2026

Il calendario 2026 del Consorzio Agrario Parma dedicato a Giuseppe Verdi agricoltore

Dalla Gazzetta di Parma del 10 gennaio 2026

Giuseppe Verdi scelse di tornare alla terra nell’intento di riavvolgere il filo della propria esistenza riscoprendo così le sue radici contadine, quelle dei nonni paterni. Con il blasone di compositore eccelso e la fama riconosciuta a livello mondiale, decise di stabilire la sua dimora nella Villa di Sant’Agata di Villanova sull’Arda: una tenuta che, da 107 ettari, trasformò in poco tempo in un esteso «regno agricolo» di quasi 1.000 ettari. La villa era immersa in un parco che egli stesso immaginò e disegnò un luogo in cui la natura sembrava posarsi in silenzio intorno al laghetto e ai lunghi filari di alberi.

Fu qui che Verdi visse, scegliendo deliberatamente il rigore, l’umiltà e la semplicità di un tempo ormai lontano ma presente nella sua realtà quotidiana. Nulla gli sfuggiva. Supervisionava la costruzione della villa e la creazione del giardino, seguiva l’allevamento del bestiame e decideva le rotazioni delle coltivazioni. Si dedicò persino a un ambizioso progetto per la distribuzione meccanica delle acque, attingendo direttamente dall’Ongina e acquistando innovativi macchinari in Inghilterra. Verdi, il grande Maestro, diventava così anche un imprenditore agricolo appassionato, curioso ed instancabile. Il legame con la sua terra era così profondo che sugli alberi del parco volle imprimere la memoria delle sue opere: il platano Rigoletto, la quercia Trovatore, il salice Traviata. Come se ogni albero potesse custodire una parte della sua musica. E fu proprio nella quiete di Sant’Agata che molte delle sue creazioni presero vita.

Questo luogo, rifugio prediletto, era lo spazio dove Verdi proteggeva la sua parte più intima: l’uomo che amava definirsi «contadino », che amministrava la propria tenuta, scavava pozzi artesiani, controllava i terrapieni dei fiumi e sperimentava nuovi metodi di coltivazione. Un uomo che non esitò a importare dall’Inghilterra macchine agri-cole più moderne ed innovative, nella stessa terra che lo aveva visto crescere. Musica e terra due passioni in simbiosi, tanto da fargli affermare in una lettera all’intellettuale Corrado Ricci nel 1897: «Tutte le mie opere, tranne le prime, le ho scritte a Sant’Agata, non derogando mai alle mie abitudini solitarie e contadine. Dove sono solito vivere, nulla mi può distrarre. Mi ritempravo uscendo da solo, per le mie terre ed occupandomi col massimo piacere di agricoltura. Le due professioni? Proprio dall’una traggo la forza per l’altra. Se dal mio studio arrivo qui spiritualmente spossato, l’intimo contatto con la natura, in particolare l’esercizio dell’agricoltura, mi danno ristoro, ridonando alla fantasia e al mio spirito la tensione necessaria per la creazione».

Con il Calendario 2026, il Consorzio Agrario di Parma, intende rendere omaggio al Maestro di Roncole e sottolineare il legame tra il Maestro e la «sua» terra partendo, nei primi mesi, dai luoghi natali, soffermandosi sulla sua maturazione culturale e personale, soprattutto in ambito agronomico, per arrivare, nei mesi conclusivi ad una dimensione più introspettiva ed intima. «Ogni mese riporta un aneddoto strettamente legato alla vita agreste di Verdi abbinato ad un’opera da cui è tratta un’aria che descrive con suono, “quasi onomatopeico”, quel preciso evento, che è possibile ascoltare inquadrando il qr code», sottolinea Francesca Salati coordinatrice del progetto.

«Il calendario per il Consorzio – conclude il presidente Giorgio Grenzi – è un appuntamento ormai immancabile che consolida la nostra tradizione e la nostra presenza nelle case di soci e clienti, un altro modo per essere vicini a tutti coloro che han dato fiducia ai nostri servizi e al nostro lavoro ». Il calendario Cap 2026 per chi fosse interessato è a disposizione nella sede di Strada dei Mercati 17 a Parma e nelle Agenzie Cap della provincia.

Ringraziamenti per la fattiva collaborazione e i crediti vanno a Archivio Storico Ricordi – www.archivioricordi. com; Comune di Parma, Casa della Musica; Archivio storico del Teatro Regio; Collezione Istituto nazionale di studi verdiani, Parma; Teatro Regio di Parma; Centro Culturale Villanova sull’Arda (Pc); Michele Pavarani del Coro Armonia dei Colli, Sala Baganza e San Michele Tiorre; Eles Iotti, Storica dell’Arte; Massimiliano Coperchini; Art Direction.

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