Giornate di full immersion alla scoperta delle attività consortili per la formazione dei maturandi: in sede gli studenti del Solari di Fidenza ad indirizzo agrario
La sede del Consorzio Agrario di Parma di strada dei Mercati è diventata ancora una volta tappa consolidata del ricco calendario annuale di iniziative del CAP volte alla formazione periodica degli studenti degli istituti superiori e universitari di città e provincia. Nei giorni scorsi la full immersion alla scoperta delle attività consortili a sostegno del settore agroalimentare ha visto protagonisti gli studenti della 5° dell’Istituto Statale di Istruzione Secondaria Superiore Solari ad indirizzo agrario di Fidenza. I giovani, accolti dal direttore generale Roberto Maddè unitamente allo staff tecnico del Consorzio, hanno scoperto le origini storiche e le funzioni attuali che contraddistinguono il Consorzio agrario da oltre 130 anni. Grazie ad un’approfondita presentazione gli studenti hanno anche visitato il mangimificio CAI Nutrizione, i Magazzini Generali più grandi del territorio per la stagionatura del Parmigiano Reggiano e naturalmente il comparto della meccanizzazione con la panoramica sull’impiego delle innovative macchine agricole più sostenibili ad impatto zero ridotto. “Da alcuni anni – ha commentato il presidente del Consorzio Agrario di Parma Giorgio Grenzi – il rapporto con tutte le scuole che ci vedono come riferimento del comparto sul territorio si è rafforzato in modo esponenziale diventando oggi un appuntamento costante per il nostro staff; è fondamentale infatti informare e stimolare i futuri protagonisti del nostro settore con tutti gli aggiornamenti tematici, in particolare su innovazione e ricerca, e allo stesso tempo comprendere al meglio quelle che sono le loro necessità e aspirazioni per il futuro”.



Nella mattinata di martedì 10 febbraio una numerosa delegazione del Consorzio Agrario Parma ha visitato lo stabilimento di Pedrignano, la sede produttiva di pasta di Barilla più grande e sostenibile del mondo.
Giuseppe Verdi scelse di tornare alla terra nell’intento di riavvolgere il filo della propria esistenza riscoprendo così le sue radici contadine, quelle dei nonni paterni. Con il blasone di compositore eccelso e la fama riconosciuta a livello mondiale, decise di stabilire la sua dimora nella Villa di Sant’Agata di Villanova sull’Arda: una tenuta che, da 107 ettari, trasformò in poco tempo in un esteso «regno agricolo» di quasi 1.000 ettari.