19 Marzo 2021

Italiche alternative ai reali della mangimistica

 

 

Alla fine dello scorso anno e nei primi mesi del 2021 abbiamo assistito ad una costante crescita delle quotazioni delle materie prime per la mangimistica.

Soprattutto mais e soia hanno raggiunto livelli di prezzo che non si vedevano danni.

Per onestà intellettuale dobbiamo premettere che è molto difficile sostituire due prodotti come quelli appena citati in una razione per vacche da latte ad alta produzione.

Recenti studi però evidenziano che una quota tra il 20 e il 30% dell’amido e della proteina apportate con mais e soia può essere sostituita con altre leguminose: il favino, il cece, il pisello proteico per citare le principali.

Il cece e il pisello proteico hanno un tenore in proteina del 21% e un contenuto in amido del 40% circa sul tal quale, il cece può raggiungere inoltre un tenore lipidico del 5%. Il favino registra un 25% di proteine grezze e un 35% di amido. Queste poche informazioni analitiche ci permettono subito di capire la versatilità di tali prodotti.

Si tratta inoltre di proteine con un buon valore amminoacidico e di amidi con valori di fermentescibilità che bene si incastrano in una razione.

Dal punto di vista etico ed ambientale, che sempre più riguarda il nostro settore e sempre più interessa al consumatore, ricordiamo che si tratta di materie prime “non OGM” , prodotte in Italia, spesso in aree marginali, che arricchiscono i terreni e sono un ottima alternativa nella rotazione colturale.

Per ulteriori informazioni rivolgetevi presso le nostre agenzie o ai tecnici di zona.

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