Per il nostro Appennino certamente il latte ed il Parmigiano con esso prodotto rappresentano la voci che maggiormente intervengono nella formazione del valore totale del comparto agroalimentare realizzato nei territori di montagna. A questo va aggiunto l’importanza rappresentata dalle qualità organolettiche, sensoriali e di immagine del formaggio di montagna per tutta la produzione di Parmigiano; l’importanza sociale del mantenimento di attività produttive in zone disagiate e l’indispensabile salvaguardia del territorio che ne consegue.
In questa ottica il Consorzio Agrario di Parma e l’Associazione Regionale Allevatori dell’Emilia-Romagna hanno ideato e stipulato un accordo volto a migliorare le funzioni di controllo, gestione e decisionale di stalla.
Le imprese che decideranno di collaborare con il CAP usufruiranno di 9 controlli funzionali durante l’anno e potranno accedere alla elaborazione dei dati del sistema SI@LLEVA a condizioni particolarmente vantaggiose. Lo scopo dell’iniziativa è quella di migliorare quantità e qualità del latte prodotto, di accrescere la redditività di stalla con un occhio di particolare riguardo al benessere animale e alla sostenibilità ambientale.
Cosa succede in Italia Il riscaldamento globale ha causato un significativo allungamento della durata dello stress da caldo, rappresentando una minaccia crescente per la produttività e la redditività delle aziende che allevano bovine da latte. Figura 1: Dati Ispra aggiornati a settembre 2025 relativi alle temperature medie annue in aumento. Figura 2: I giorni torridi […]
Dalla fibra digeribile l’equilibrio ruminale Grazie alla Linea Fibra, è possibile superare i limiti dei foraggi tradizionali, spesso variabili e talvolta poco digeribili, garantendo performance costanti e la salute del rumine. Il segreto del successo risiede nell’integrazione strategica di fonti fibrose non foraggere (NFFS), come la crusca, le buccette di soia e le polpe di […]