Da parmadaily.it
Al via la stagione dell’imbottigliamento 2024 con le 19 agenzie del Consorzio Agrario di Parma che presidiano tutta la provincia dall’Appennino al Po disponibili, grazie ai loro esperti di agenzia, a fornire il miglior consiglio utile secondo il calendario aggiornato delle lune e dell’alternanza metereologica.
E proprio nel pieno rispetto della tradizione consolidata nel tempo – che vuole la stagione più tiepida con clima mite (da Marzo ad Aprile) insieme alla luna calante – si potrà avviare la pratica dell’imbottigliamento del vino. “Con il tempo sereno e naturalmente in assenza di vento si potrà cominciare a fare ciò che erano soliti fare i nostri nonni soprattutto con i vini provenienti dal nostro territorio e in questo caso provvedendo nell’immediato all’imbottigliamento dei vini più amabili “– ha commentato il presidente del CAP Giorgio Grenzi introducendo la prima regola del decalogo di consigli utili redatto dal Consorzio agrario.
Venendo infatti all’elencazione puntuale delle buone pratiche, oltre al precetto-base sottolineato da Grenzi, sarà importante tenere il livello del vino a 6-8 centimetri al di sotto del tappo, posare i vini abboccati in vetro e con aspetto limpido e non in stato di fermentazione, evitare di bagnare il tappo di sughero con il vino stesso, oliare e ripristinare l’oliatura dei tappi di sughero 24 ore prima del loro impiego , non tenere per troppo tempo il vino in damigiana, in particolare quello di tipologia dolce, per scongiurare criticità causate da un eccesso del processo di fermentazione. Inoltre, al fine di mantenere le migliori caratteristiche organolettiche e dunque qualitative del prodotto, è fondamentale accertarsi dello stato di massima igiene testata dei contenitori in cui viene conservato.
“Tutti i nostri esperti sono disponibili e aggiornati per dare i migliori consigli a tutti gli interessati – ha chiosato Grenzi – creando così le migliori condizioni per poter al meglio apprezzare i prodotti del territorio”.

Giuseppe Verdi scelse di tornare alla terra nell’intento di riavvolgere il filo della propria esistenza riscoprendo così le sue radici contadine, quelle dei nonni paterni. Con il blasone di compositore eccelso e la fama riconosciuta a livello mondiale, decise di stabilire la sua dimora nella Villa di Sant’Agata di Villanova sull’Arda: una tenuta che, da 107 ettari, trasformò in poco tempo in un esteso «regno agricolo» di quasi 1.000 ettari.
Sta per chiudersi un anno che ci ha visto ricevere la medaglia d’oro di Sant’Ilario 2025 grazie a chi ogni giorno ci dà fiducia nelle aziende agricole e nei nostri punti vendita.
Buon Natale e felice anno nuovo a tutti voi che date valore al nostro territorio.