PARMA – Sono arrivati da Ithaca, città dello stato di New York, i 58 studenti americani della Cornell University, ateneo che è punto di riferimento mondiale per le scienze veterinarie. I ragazzi, iscritti al 1º e 2º anno del corso di dairy science, sono stati accompagnati nella sede del Consorzio Agrario Parma dal prof. Michael Van Amburgh, direttore del corso di laurea. La collaborazione tra l’università statunitense, la facoltà di Medicina veterinaria dell’Università di Parma e il Consorzio dura ormai da circa 20 anni, durante i quali la Cornell ha puntualmente organizzato viaggi in Italia per poter vedere dal vivo la sede di strada dei Mercati e conoscere quindi da vicino l’agroalimentare del nostro territorio. Il Consorzio Agrario, neo vincitore del premio Sant’Ilario 2025, riassume tutti gli ambiti dell’attività agricola con la sua struttura aziendale diversificata. Gli studenti, infatti, dopo l’introduzione del direttore generale del Consorzio Roberto Maddè, hanno potuto visitare lo stabilimento mangimistico CAI Nutrizione e, in seguito, i magazzini generali di stagionatura del Parmigiano Reggiano. Qui, guidati dai tecnici del Consorzio e dal prof. Federico Righi dell’Università di Parma, hanno analizzato le varie evoluzioni che il formaggio può avere nel corso del suo invecchiamento, apprezzandone poi alcune scaglie da una forma aperta proprio davanti ai loro occhi. “È un’altra testimonianza della centralità che la nostra azienda ricopre nel mondo dell’agricoltura locale” ha affermato il presidente Giorgio Grenzi al termine della giornata. “Vedere l’entusiasmo di tanti ragazzi e proseguire un rapporto così solido con la Cornell University sono per noi un motivo di grande orgoglio ma anche di forte responsabilità per il ruolo che giochiamo, non solo sul nostro territorio ma anche su scenari più internazionali”. “L’eccellenza del nostro comparto agroalimentare si conferma nuovamente un punto di riferimento riconosciuto negli Stati Uniti”, ha concluso Grenzi.




Giuseppe Verdi scelse di tornare alla terra nell’intento di riavvolgere il filo della propria esistenza riscoprendo così le sue radici contadine, quelle dei nonni paterni. Con il blasone di compositore eccelso e la fama riconosciuta a livello mondiale, decise di stabilire la sua dimora nella Villa di Sant’Agata di Villanova sull’Arda: una tenuta che, da 107 ettari, trasformò in poco tempo in un esteso «regno agricolo» di quasi 1.000 ettari.
Sta per chiudersi un anno che ci ha visto ricevere la medaglia d’oro di Sant’Ilario 2025 grazie a chi ogni giorno ci dà fiducia nelle aziende agricole e nei nostri punti vendita.
Buon Natale e felice anno nuovo a tutti voi che date valore al nostro territorio.