Misurare parametri produttivi e gestionali (produzione di latte, consumi alimentari, fertilità, accrescimenti, stato sanitario, ecc.) permette di:
Conoscere serve per migliorare. È questo il principio alla base del servizio offerto dal Consorzio Agrario di Parma che, avvalendosi dei propri tecnici specializzati, mette a disposizione degli allevatori una bilancia professionale e un percorso di consulenza finalizzato al monitoraggio degli incrementi dei giovani animali e non solo.
L’intervento tecnico consente non solo di evidenziare le eventuali criticità, ma soprattutto di proporre soluzioni pratiche e mirate per ottimizzare la crescita della rimonta. Animali che raggiungono correttamente gli obiettivi di sviluppo presentano, infatti, maggiori probabilità di esprimere il proprio potenziale produttivo, migliorando l’efficienza aziendale, la redditività dell’allevamento e la sostenibilità dell’intero sistema produttivo.
Misurare oggi significa investire nelle performance di domani: perché ogni futura vacca ad alta produttività origina da una crescita correttamente monitorata e gestita.
Se sei curioso di conoscere quale protocollo gestionale e di alimentazione è migliore per la tua azienda non esitare a contattarci.
Per conoscere quello che solitamente si nasconde dietro a un mancato guadagno è importante conoscere i punti critici, ossia quelle fasi del processo produttivo che possono influenzare significativamente la salute degli animali, la qualità delle produzioni e i risultati economici dell’azienda. I punti critici di un allevamento sono causa di mancato guadagno perché provocano una perdita di efficienza. Per poter migliorare è necessario, però, riconoscerli misurando e raccogliendo dati e, solo dopo, apportare delle azioni correttive.
I tecnici del Cap hanno recentemente pesato e analizzato la situazione di mandria di una stalla del comune di Parma per conoscere eventuali perdite di efficienza (grafico 1) rispetto alla curva ideale di crescita ponderale elaborata dalla Cornell University (in azzurro).
Il punto critico emerso è il mancato incremento ponderale delle vitelle: nella fase dalla nascita alla prima fase post svezzamento e poi successivamente a partire dai 15-16 mesi, dove emerge una dispersione più marcata dei punti rispetto alla curva obiettivo. Poi tra i 20 e i 24 mesi, diversi soggetti risultano al di sotto della curva target. Se questa tendenza si confermasse, alcune manze potrebbero arrivare al primo parto con un peso inferiore a quello raccomandato. Una seconda fase di studio prevedrà di analizzare i dati su salute e produzioni delle bovine in prima lattazione e successive per conoscere l’impatto delle soluzioni correttive adottate dall’allevatore dopo la stesura del protocollo.

Grafico 1: Il grafico riportato è stato prodotto a seguito di una raccolta dati (peso ed età) da parte dei tecnici Cap su un numero rappresentativo di una mandria di una stalla del comune di Parma recentemente analizzata.
Gli incrementi ponderali giornalieri sono uno dei principali indicatori utilizzati in zootecnia per valutare l’efficienza di crescita degli animali e consentono di monitorare contemporaneamente alimentazione, salute, benessere e gestione dell’allevamento.
Sebbene sia abbastanza scontato farlo nei primi mesi di vita, si ricorda che è importante conoscere e avere i pesi anche in tutte le fasce d’età per calibrare la curva obiettivo (grafico 1) sulla base del peso della bovina adulta (ossia la bovina che ha più di tre lattazioni).

Grafico 2: Lo studio – partito a inizio ottobre 2025 – ha coinvolto 55 vitelle di razza Frisona Italiana. Sono stati creati due gruppi di alimentazione per confrontare due diversi mangimi di svezzamento del Consorzio Agrario di Parma, al fine di trovare quello più idoneo per la specifica azienda.
Un secondo esempio che permette di prendere scelte gestionali più accurate è fornito all’allevatore tramite uno studio nel tempo degli accrescimenti delle vitelle (grafico 2).
Da questo grafico emerge il valore che hanno le misurazioni oggettive nel supportare le decisioni aziendali. In questo caso, infatti, le vitelle alimentate con Svezzamento MI raggiungono pesi maggiori già dalle prime settimane di vita, c’è una crescita molto uniforme e prevedibile (R² = 0,9194) e questo vantaggio si mantiene e tende ad aumentare nel corso del periodo osservato.
È quindi è corretto dire che all’interno delle specifiche condizioni aziendali, del sistema di allevamento e del piano alimentare complessivo adottato, il programma alimentare del mx Svezzamento MI ha consentito di ottenere risultati migliori in termini di accrescimento delle vitelle.
Verranno valutati i due gruppi in esame sino alla fine della prima lattazione per affermare l’efficacia della soluzione gestionale che fin ora appare la migliore.

Mx Svezzamento MI: È un mangime che unisce nutrizione, appetibilità e supporto del sistema immunitario. L’elevata appetibilità è garantita dalla copertura di melasso e dall’estratto di malto che donano un aroma dolce e naturale molto invitante, dai fiocchi di mais, soia e dalle carrube; amidi fermentescibili e butirrato stimolano lo sviluppo ruminale; gli zuccheri semplici donano energia immediata e infine fitoderivati per stimolare il sistema intestinale e con attività coccidiostatica.
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